La fisica delle cose create
La fisica delle cose create
nasce dall’idea che esistano territori della realtà che la scienza non può descrivere per mancanza di strumenti e che, proprio per questo, appartengono alla scoperta individuale. Così come la fisica ricerca le leggi che regolano l’Universo, queste pagine cercano quelle che governano l’amore, il tempo, la memoria, il dolore, la coscienza e la speranza. Non per opporre la poesia alla conoscenza scientifica, ma per affiancarla, là dove il linguaggio delle formule lascia spazio all’esperienza interiore dell’uomo. Ogni componimento rappresenta un tentativo di osservare l’esistenza come parte di un unico ordine universale, in cui il battito di un cuore, il silenzio di una notte, il moto delle stelle e il trascorrere del tempo appartengono alla stessa trama invisibile. Ne emerge un viaggio che attraversa l’amore, la perdita, la libertà, la fede, la morte e la bellezza, senza offrire risposte, ma coltivando una convinzione: comprendere il mondo significa anche comprendere ciò che ancora non siamo in grado di misurare.
Andrea Vennarucci è ingegnere civile e funzionario tecnico. Svolge attività di ricerca nell’ambito della sicurezza delle infrastrutture viarie e dell’analisi del comportamento umano attraverso la realtà virtuale, esplorando il rapporto tra tecnologia, comportamento e percezione. È autore di articoli scientifici nel campo dell’ingegneria della sicurezza stradale. La fisica delle cose create è la sua prima raccolta poetica.

