Come una pianta di Tillandsia
Arriva un momento nella vita in cui partire non significa fuggire, bensì ritrovarsi. Come una pianta di Tillandsia, capace di vivere sospesa e nutrirsi dell’aria, Andrea intraprende un viaggio tra Europa e Africa, in cui sogno e realtà finiscono per confondersi. Con il casco calato sul volto e il rombo della motocicletta a rompere il silenzio dell’alba, si lascia tutto alle spalle. La città scivola via dagli specchietti insieme ad abitudini, aspettative irrisolte, e a una vita che, all’improvviso, non gli appartiene più. Punta verso sud. Nessuna meta precisa, nessuna data di ritorno. Solo la strada, il vento contro il petto e l’ostinata idea di percorrere almeno diecimila chilometri. Ma quello che inizia come un viaggio su due ruote si trasforma presto in un’esplorazione interiore. Paesaggi, volti e incontri scorrono rapidi, come fotogrammi, costringendolo a fare i conti con paure, limiti e verità mai affrontate. Con il passare dei chilometri, il racconto si allontana dalla realtà per entrare in una dimensione più onirica. La voce si sdoppia e il confine tra vissuto e sogno si dissolve. E, così, ogni certezza vacilla, perché il viaggio più lungo non è sempre quello che attraversa le frontiere, quanto quello che ci consente di ritrovare noi stessi.
Andrea Conte è nato a Udine e ha trascorso parte dell’adolescenza in Africa. Dopo gli studi universitari in Italia, ha intrapreso la carriera di Ufficiale della Marina Militare, vivendo per molti anni tra Italia e estero. Concluso il servizio attivo, si è stabilito a Roma. Come una pianta di Tillandsia è il suo romanzo d’esordio.

