Novità

Fondazione Bruno Visentini

 

La percezione sociale del gioco d'azzardo in Italia

Rapporto 2017

 

La prima tentazione, quando si affronta il tema del gioco d'azzardo, è quella di prendere in esame l'aspetto problematico, quello che "fa notizia", che scuote le coscienze, che alimenta l'idea che il primo prodotto della recessione sia la disperazione che spinge alcuni cittadini a cadere nella spirale del gioco. Allorquando si prende in esame l'impatto sociale sul gioco d'azzardo, il primo luogo comune da sfatare è che i giocatori "problematici" rappresentino una quota significativa dei giocatori e che dunque il gioco d'azzardo abbia un effetto negativo sulla comunità.

Il Rapporto realizzato su questo tema dalla Fondazione Bruno Visentini evidenzia come in Italia, dove si stima che oltre il 44% dei cittadini tra i 18 e i 75 anni abbia giocato almeno una volta nell'ultimo anno, lo 0,9% (secondo il PGSI, Indice di gravità del gioco problematico) deve considerarsi problematico. Per contro la stragrande maggioranza dei cittadini ha un rapporto sereno con il gioco pur nelle diversità culturali e territoriali (il gioco preferito dagli italiani continua a essere quello del Gratta&Vinci seguito dalla Lotteria italia per le donne e dal Superenalotto per gli uomini, ma la percentuale maggiore di giocate è invece concentrata per quasi il 50% nelle Newslot e Videolottery).

Il gioco rappresenta un volano importante dal punto di vista economico ed occupazionale (contribuisce con 1,1 del PIL, garantendo 150.000 posti di lavoro). Non solo, ma i dati del Rapporto FBV dimostrano come non sia vero che a giocare sono i meno abbienti, bensì il consumo di servizi legati al gioco cresce con l'aumento del livello di benessere e di istruzione dell'utente, a riprova che esso è parte integrante dell'utilizzo del proprio tempo libero. In particolare, tra i laureati il 47% risulta essere consumatore di gioco d'azzardo. Gioco legale e Sviluppo non sono quindi tra loro in contraddizione, ma anzi possono essere considerati una componente del benessere.

Questi sono i temi approfonditi nel Rapporto 2017 della Fondazione Bruno Visentini sulla percezione sociale del gioco d'azzardo in Italia.

Formato: 17x24 cm.

Pagine: 160

ISBN: 978-88-942491-1-8

Prezzo di copertina: Euro 9,90

 

 

Fondazione Bruno Visentini

 

Il Divario Generazionale tra conflitti e solidarietà

Vincoli, norme, opportunità: generazioni al confronto

 

Si può parlare, per i millennials, i nati alla fine del secolo scorso, di "generazione perduta", appellativo che fu in precedenza attribuito ai loro genitori? La risposta è no, ma il rischio di una deriva è molto elevato e gli oneri per uscire dall'impasse gravano, attualmente, sui diretti interessati. Questi "crescono" in una società costruita e gestita a misura delle generazioni mature, che preclude ai giovani anche la visione, la speranza e l'aspettativa stessa di un benessere futuro: una società "dominata" dai baby boomers che hanno goduto di una confortevole gioventù e che oggi approdano a una confortevole vecchiaia da silver boomers.

La questione del "divario generazionale", così come le possibili soluzioni a essa connesse, chiamano in causa innanzitutto i principi di solidarietà (art. 2) e di uguaglianza (art. 3) sanciti dalla nostra Costituzione: non è possibile, infatti, essere «eguali di fronte alla legge» ovvero esercitare i medesimi diritti, sia civili che sociali, se prima non vengono rimosse le condizioni di diseguaglianza che impediscono a tutti di fruirne effettivamente.

Le prospettive delineate al 2030 da uno specifico "Indicatore di Divario Generazionale" impongono una riflessione strutturata sulle misure di contrasto, nel quadro di un vero e proprio "patto tra generazioni".

Questi sono i temi approfonditi dal Rapporto 2017 realizzato dalla Fondazione Bruno Visentini.

Formato: 17x24 cm.

Pagine: 186

ISBN: 978-88-942491-0-1

Prezzo di copertina: Euro 10,00

 

 

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